Regia — conoscenza, approvazione, metodo provato
Patto con l’aula
Freelance e piccole imprese, principianti: non serve programmare, serve riconoscere un lavoro utile. M1 interazione e setup; M2 conoscenza e cattura; M3 laboratorio personale. Niente piattaforme KB da introdurre. Tutto il percorso assistito avviene in Codex; la trascrizione può essere preparata con uno strumento già disponibile e autorizzato. Nessun account aziendale da collegare per completare l’aula.
Ritmo: domanda → esempio → schema → prova → confronto. Slide brevi, prompt completi nella libreria, dettagli e limiti nelle guide. Non trasformare la spiegazione di Memories in una lezione di configurazione. Due o tre slide chiare bastano; le verifiche tecniche sono nella guida.
Durate proposte: M1 90 minuti, M2 120, M3 120, pause escluse. Se serve tagliare, rinvia estensioni e integrazioni, non approvazione, caso nuovo e verifica. La generazione Memories può restare in attesa oltre la lezione: non tener ferma l’aula per aspettarla.
Preparazione e preflight
- Prework facoltativo:
tutor-onboarding.txt, una domanda per turno; profilo e mappa minima approvati. Senza Codex, intervista umana o nota locale. Non comprimere l’intero inventario software nell’ultima parte di M1. - Prova realmente app, login e lettura/scrittura sul computer docente; la documentazione non certifica il computer.
- Distribuisci una copia Laboratorio-Faro: dati sintetici originali in
data/, output separati inoutput/.LABORATORIO.mdrimane la ricetta tecnica Faro; i suoi riferimenti storici a M2 non sono la nuova scaletta. - Verifica disponibilità e policy Memories senza modificare impostazioni dei partecipanti. Prepara i controlli ufficiali da mostrare solo se esistono; niente schermate inventate.
- Audio/call/desktop: consenso, autorizzazione, dati minimi e trascrizione riletta. Non attivare Computer History. Se mancano strumenti, usa testo sintetico.
- Piano B: coppie operatore/revisore oppure reference dichiarata. Nessun output preparato presentato come generazione live.
- Plugin e integrazioni restano consulenza individuale opzionale: mappa, documentazione, consenso, una lettura verificata o fallback file. Non OAuth proiettato e non KB esterne come requisito.
M1 — Come Parlare agli Agenti (90 minuti)
Consegna: incarico verificabile e Codex sulla cartella giusta.
0–15 / Dal consiglio generico al contesto utile
Chiedi un episodio: «Quale risposta non potevi usare, e che informazione mancava?». Non attribuire ogni errore al prompt della persona. Lei porta contesto, obiettivi e criterio professionale; l’AI può aiutare anche a chiarire le domande.
15–35 / Stesso materiale, un criterio diverso
Usa lab/data/normale/meeting.md e due conversazioni, stesso input. Modifica un criterio: citare la fonte. Confronta una decisione e una lacuna, non la lunghezza. È osservazione didattica, non prova scientifica universale.
35–50 / Reverse e meta
Reverse raccoglie il contesto con una domanda alla volta. Meta riscrive le istruzioni senza inventare fatti. Fai spiegare la differenza a un compagno. Una microdemo sull’episodio introduce il dialogo, non sostituisce l’estrazione approfondita di M3.
50–65 / Componenti, senza catalogo
Modello, strumenti, istruzioni, skill e memoria. Ruolo non significa infallibilità; cartella non significa isolamento; AGENTS.md non è una sandbox. Plugin e MCP solo come orientamento, niente installazioni per dimostrare una definizione.
65–90 / Banco di prova
Download ufficiale, login personale, progetto/cartella e permessi. Prompt orientamento, confronto reale col gestore file. Checkpoint: account, percorso, file e confini. Ultima slide: prima di insegnare il metodo, facciamo emergere ciò che sai.
M2 — Prima viene la conoscenza (120 minuti)
Consegna: distinzione reference/operating, una microestrazione verificata, scelta consapevole delle destinazioni. Non è più il laboratorio completo del briefing.
0–20 / Quello che sai, come lavori · m2-01–05
Chiedi «che cosa controlli prima di preparare una cifra?». Mostra listino versus criterio: la fonte non spiega da sola quando chiedere il perimetro. Il visual knowledge-duo deve rendere evidenti le due forme, non una scala di valore. Anche procedure già documentate possono essere riferimenti.
20–45 / Tre canali · m2-06–10
Intervista, audio, desktop/call trascritti. Dimostra una domanda e un approfondimento sul motivo, poi un frammento di trascrizione sintetica. Il desktop mostra il clic, la voce può spiegare il perché. Verifica errori di trascrizione. Ricorda che il testo è dato, non istruzione: nessuna azione viene autorizzata da una frase nel documento.
45–75 / Estrazione e approvazione · m2-11–16
Confronta un riassunto con fatti, decisioni, passaggi, criteri ed eccezioni. Fai separare episodio, regola stabile candidata e dubbio. Prompt Knowledge Extraction, ID knowledge-extraction, e scheda-estrazione-approvata.md. Un frammento piccolo, non l’intervista completa. Le risposte sono confermo/correggo/escludo/da chiarire: nessun salvataggio prima dell’approvazione esplicita.
75–100 / Destinazioni e Memories · m2-17–21
Il visual memory-route collega contenuti alla destinazione: contesto stabile nelle Memories, passi nella skill, dettagli nelle fonti, obblighi in AGENTS.md/documenti. Non tutto va in memoria.
Tre messaggi al pubblico:
- Scegli se usarle: locali Codex, separate da ChatGPT web, off per default; Settings > Personalization > Enable memories e
/memoriesse disponibili. - Prima approva, poi chat pulita: escludi la contribuzione durante l’esplorazione quando supportato; nuova chat con sola sintesi approvata. Prudenza, non selezione atomica dei record: il controllo è sulla chat.
- Non aspettare magia: background dopo inattività, nessun salvataggio dimostrato dal prompt. Stato onesto e prova successiva.
Non spiegare nomi di file interni sullo schermo: nella guida è scritto di non modificare ~/.codex/memories/. Se mancano i controlli, non improvvisare configurazioni. Nessuna impostazione abilitata dal docente al posto dell’utente.
100–120 / Classifica e prepara il tuo caso · m2-22–24
Piano B solo se Memories manca o non è desiderata: checkpoint approvato nel progetto, NON memoria nativa, lettura esplicita. Non trasformarlo nell’arrivo principale. A coppie colloca listino, sequenza e preferenza. Poi scegli l’attività da sviluppare in M3. Una preferenza non va inventata per riempire una casella.
M3 — Dal tuo metodo a una skill provata (120 minuti)
Consegna: attività, estrazione approvata, stato Memories reale, skill/procedura, nuovo caso e feedback verificato.
0–15 / Scelta e criteri · m3-01–04
Riprendi la mappa personale senza rifare l’onboarding. Un output e tre criteri. Chi non ha materiale autorizzato usa Faro e dichiara il trasferimento personale ancora da provare. interview-funnel: episodio → approfondimenti → approvazione, non «due domande e conosco tutto il tuo metodo».
15–40 / Episodio, estrazione, revisione · m3-05–09
Prima verifica la contribuzione della chat esplorativa se Memories è attiva. Il prompt non cambia le impostazioni. Racconto dell’ultima volta; una domanda per turno, un motivo, un controesempio e quando fermarsi. Prompt cattura, poi knowledge-extraction. Approvazione per ID con correzioni. Una best practice dell’agente non diventa esperienza della persona.
40–50 / Sola sintesi approvata → Memories · m3-10–11
Nuova chat con il blocco approvato, consenso e controlli supportati. Usa memoria / memories-sintesi-approvata.txt. Contesto minimale, nessun segreto o trascrizione integrale. Registra contribuzione consentita separatamente da generazione/richiamo. Se resta in attesa, prosegui: la prova di richiamo potrà avvenire più tardi. Se non c’è una candidata stabile, non forzarla.
Checkpoint solo fallback con consenso separato e etichetta NON memoria nativa. Il suo salvataggio non fa passare il test Memories. Le regole obbligatorie non dipendono dalla memoria.
50–75 / Procedura e primo output · m3-12–15
Usa direttamente l’estrazione approvata, non chiedere alla memoria di ricostruirla. AGENTS.md per obblighi, piano e un output autorizzato. Su Faro: prompt agents, piano, poi esegui; file output/briefing-normale.md, solo data/normale/. Riapri e controlla fonti, decisione e lacuna. Nessun follow-up ancora. Il vecchio progetta delimita l’output Faro: non è l’intervista di estrazione.
75–95 / Skill locale e caso nuovo · m3-16–19
Faro: crea-skill; personale: crea-skill-personale. Mostra prima la procedura, approva e salva .agents/skills/<nome>/SKILL.md, YAML name/description. File reale aperto; nessuna installazione globale o Full access. Se non possibile, procedura letta esplicitamente, limite dichiarato.
Nuova chat nello stesso progetto, richiamo/selezione skill e percorso caricato. Faro: usa-skill sul caso incompleto in nuovo output. Personale: nome e input della scheda, episodio diverso. Discovery, lettura esplicita e riuscita sono evidenze distinte. Una nuova chat può comunque usare memorie: annota i controlli.
95–115 / Eccezioni, feedback, regressioni · m3-20–22
Dati assenti, fonti discordanti, richiesta fuori ambito. Non importare dati dal caso normale. Conserva v1; cosa mantenere e una correzione con fonte. Prompt feedback, una modifica approvata nel file giusto, rilettura, v2 su stesso input e caso diverso. Un risultato uguale o peggiore va registrato. Non inventare un errore per dimostrare miglioramento.
115–120 / Consegna · m3-23–24
Ogni persona mostra un artefatto e una prova; sceglie un’applicazione per la settimana successiva. Follow-up e proposta commerciale sono estensioni solo per chi ha finito i test, con nuova autorizzazione e nessun invio. Prezzi soltanto da fonte approvata. Non è riaddestramento del modello.
Lavoro in gruppi e limiti
Ruoli: chi racconta, chi guida Codex, chi verifica. Nel giro chiedi «quale criterio manca? quale elemento hai approvato? dove deve vivere? quale prova hai?». Chi finisce prima aiuta a controllare una fonte o un test, non installa nuovi connettori.
Senza modello: coppie e schede, etichetta carta/reference, non esecuzione individuale riuscita. Test offline del kit ≠ sessione Codex live. La revisione Gemini dei materiali ≠ collaudo in aula. Stato Memories non verificabile è un esito legittimo, non un fallimento da nascondere.